Mister Dall'Asta e Gueye Papà Mbourath incontrano la terza C della Scuola Media di Traversetolo

Nella mattinata di martedì 4 dicembre si è tenuta presso l’istituto comprensivo di Traversetolo il secondo incontro tra la società Piccardo Traversetolo e la classe terza c d’istruzione secondaria di Igrado. Incontri che si svolgono nell’ambito di un progetto portato avanti  dalla squadra di Traversetolo (militante nel campionato di Eccelenza) che si prefigge l’intento di far acquisire competenze di giornalismo sportivo agli studenti, cercando di instillare loro la passione per il lavoro di reporter, oltre a far conoscere la realtà del calcio dei dilettanti; un calcio che si muove lontano dai riflettori e che a  molti ricorda quel calcio ‘puro’ spesso invocato dai nostalgici del calcio degli anni 70.Grazie alla collaborazione e disponibilità della professoressa di lettere Paola Dotti, dopo un primo incontro introduttivo che ha visto protagonisti due membri della società calcistica (Luca Ziveri, team manager e Pietro Padovani, addetto stampa) l’incontro odierno ha ospitato come protagonisti il Mister Stefano Dall’Asta e il centrocampista senegalese Gueye Pape Mbourath, e ovviamente i ragazzi della classe 3c che si sono mostrati molto attenti, partecipativi e hanno incalzato di domande i due ospiti.  Il primo a sottoporsi  al fuoco incrociato delle domande dei ragazzi è stato Mister Dall’Asta che ha voluto soffermarsi su concetti importanti come quello che il calcio deve essere vissuto prima di tutto come una passione e un gioco, ricordando ai ragazzi che il loro dovere principale dev’essere quello di concentrarsi sullo studio come più concreta opportunità per crearsi una carriera poiché, ha spiegato il mister, guadagnarsi da vivere con il calcio è molto difficile e  generalmente ci riesce una persona su mille. Le domande degli studenti hanno dato lo spunto al mister anche per affrontare il  rapporto che si instaura fra genitori, figli e sport praticato, denunciando le troppe aspettative che spesso i genitori riversano sui figli, creando un effetto domino contro producente sia sugli stessi figli che sugli addetti al lavoro. Concluse le domande a Dall’Asta la parola è passata al team manager Ziveri grazie al quale si è potuto affrontare il discorso dell’organizzazione del dopo scuola dei ragazzi che ha così potuto motivare la scelta degli orari degli allenamenti delle squadre giovanili. Il team manager ha tenuto ha precisare come la politica della società è quella di venire incontro alle esigenze dei ragazzi e dei genitori, ribadendo il fatto  che l’istruzione e lo svolgimento dei compiti scolastici sono fondamentali anche per il Piccardo Traversetolo. Ziveri, così come precedentemente il mister, ha voluto poi ricordare l’importanza di valori quali il rispetto altrui, delle norme e l’educazione siano valori imprescindibili della Società.

A questi valori si è agganciato anche l’intervento di Gueye Pape Mbourath, un intervento che ha illuminato su quanto il calcio possa fare per l’integrazione di ragazzi come il centrocampista del Piccardo, giunto in Italia a soli 15senza essere seguito dalla famiglia (famiglia che non vede da 4 anni). Un ragazzo che nel mondo del calcio ha trovato il modo per relazionarsi con un paese straniero. Un ragazzo serio, già molto maturo per la sua età, che ha voluto ribadire l’attaccamento per il nostro paese, che gli sta offrendo l’opportunità di giocare a calcio, di lavorare e poter pensare concretamente al proprio futuro, dipingendo una nazione che nel concreto ha ben poco da spartire con derive razziste. È proprio ad una domanda sul razzismo che il ragazzo senegalese mostra grande maturità e perspicacia psicologica, infatti incalzato dalla professoressa Dotti sulla questione se in campo si fosse mai trovato a subire situazione di razzismo Mburath ha risposto che quelle poche volte che gli è successo era consapevole del fatto che erano frasi dettate più dall’esigenza di mettere in difficoltà un avversario che da un pensiero convinto, anche perché ormai in ogni squadra di calcio è presente minimo un giocatore extracomunitario e sarebbe assurdo pensare che certi atteggiamenti siano frutto di pensieri razzisti. Provocazioni senz’altro non condivisibili, ne simpatiche, ma che si riducono a normali scaramucce fra avversari.

Dopo l’intervento del centrocampista l’incontro si è concluso allo scadere della seconda ora messa a disposizione. Gli studenti hanno così potuto raccogliere una prima impressione sul calcio dei dilettanti e materiale per iniziare ad affrontare un’unità didattica sul giornalismo sportivo. Il prossimo appuntamento li vedrà direttamente coinvolti sul campo, per l’ultima in casa del Piccardo Traversetolo nella veste di inviati.

 

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